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I AM EUROPE
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Bellermont / Unter Stein

Ein Projekt von Fabrik Azzurro in Zusammenarbeit mit dem Verein Volontarius, der Gemeinde Meran und dem Land Südtirol. / Un progetto di FABRIK AZZURRO, in collaborazione con l’associazione Volontarius, il Comune di Merano e la Provincia Autonoma di Bolzano.

„I am Europe. I am not utopia. I am a reality.“ – Die Realität unseres Kontinents ist verwirrend. Sie ist besetzt von unvereinbaren Interessen, von Ängsten, von Depressionen, von Wut. Aber sollten wir diesen dunklen Dämonen wirklich das Feld überlassen? – Ist die Verunsicherung, die sich mit jeder Frage zur schlingernden Asylpolitik neu auftut, nicht auch die Chance für einen Neustart, den Europa dringend benötigt?
Ausgehend von Begegnungen, Gesprächen und Workshops in der Flüchtlingseinrichtung "Ex Casa Lavoratore" Meran haben Theaterschaffende der Projektgruppe Fabrik Azzurro gemeinsam mit hier lebenden Asylbewerbern sowie anderen „Einheimischen“ und „Fremden“ eine szenische Collage aus Texten, Liedern, Bildern, Gedanken und Bewegungen entwickelt. Eine Widerspiegelung verschiedener Aspekte der europäischen Befindlichkeit aus verschiedenen Blickwinkeln. Im Zentrum der poetischen Versuchsanordnung – die sich gemeinsam mit dem Publikum wie ein clownesker Sommernachtstraum durch den Garten des Meraner Marconi Parks bewegt – steht einzig und allein die Gegenwart und Zukunft des menschlichen Miteinanders, das Menschsein an sich.
Die Lust und der Mut erzählen davon, wie befreiend es sein kann, die Grenzen im Kopf zu verlassen. Der erste Tanzschritt auf dem Fest zur Wiedereröffnung des Paradieses ist eine neugierig behutsame Annäherung. Es liegt an uns, ihn zu wagen: „There is a lot af fear.“ – Ja, aber was ist daran schlimm? - „Ich habe viel zu tun, vieles liegt vor mir.“

 “I am Europe. I am not utopia. I am a reality”. La realtà del nostro continente è disorientante, essendo dominata da interessi inconciliabili, paura, depressione e rabbia. Ma è giusto lasciare il campo libero a questi demoni oscuri? Non è forse vero che, dietro a ogni incertezza legata alle questioni dei richiedenti di protezione internazionale, si cela anche l’opportunità di un nuovo inizio, esattamente ciò di cui l’Europa ha urgente bisogno?
Partendo dagli incontri, colloqui e workshop organizzati nella struttura di accoglienza „Ex Casa Lavoratore” di Merano, i teatranti del gruppo FABRIK AZZURRO, insieme ai richiedenti di protezione internazionale qui accolti, ma anche ad altre “persone del luogo” e a “forestieri”, hanno sviluppato collage scenici di testi, canzoni, immagini, pensieri e movimenti, riflettendo così i vari aspetti della sensibilità europea da punti di vista diversi. Al centro di questo esperimento poetico, che insieme al pubblico, si muove nel parco Marconi di Merano sotto forma di un sogno di mezz’estate clownesco, si collocano esclusivamente il presente e il futuro della convivenza umana o, meglio, dell’umanità stessa.
La voglia e il coraggio raccontano come può essere liberatorio abbandonare i propri confini mentali. Il primo passo di danza alla festa per la riapertura del paradiso è un cauto e curioso moto di avvicinamento. Sta a noi osare: “There is a lof of fear”. – È vero, ma che male c’è? – “Ho molto da fare, un sacco di cose mi attendono.”


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